domenica 17 gennaio 2016

Terremoto dentro

... E la possanza,
qui con giusta misura
anco estimar potrà dell'uman seme,
cui la dura nutrice, ov'ei men teme,
con lieve moto in un momento annulla
in parte, e può con moti
poco men lievi ancor subitamente 
annichilare in tutto.
(G. Leopardi,  La ginestra o il fiore del deserto)


La neve ce l’aspettavamo. Da giorni, attivi e ironici sui social, ne parlavamo. Alcuni erano preoccupati, al solito polemici, altri felici, in attesa di vedere anche quest’anno Campobasso dipinta di bianco. Tutti però eravamo pronti, perché a una nevicata si può esser pronti. Ma a un terremoto no.
Così ieri sera la scossa di magnitudo 4.3 ci ha sorpresi, riaprendo vecchie ferite, facendo riemergere timori del passato.
Già, la neve ce l’aspettavamo, il terremoto no, pur sapendo di vivere su una delle faglie più attive d’Italia, pur sapendo che da giorni era in corso uno sciame sismico. Al terremoto non pensavamo; giacché sarebbe assurdo camminare con la paura di sprofondare, vivere con la paura di morire.
Eppure, pochi istanti ballerini ci hanno ricordato di essere continuamente in bilico, sospesi nel vuoto, come su un’altalena. Ci hanno mostrato la paura e insieme la bellezza di essere uomini, con altri uomini. Quegli istanti, ieri sera, ci hanno fatto pensare ai più vicini, a cui abbiamo ceduto lo spazio più sicuro sotto al cornicione delle porte. Ci hanno fatto pensare agli anziani del palazzo, a cui abbiamo offerto un braccio come appoggio per scendere le scale. Alle persone più care, a cui abbiamo telefonato subito per accertarci che stessero bene. Alle comunicazioni su facebook, che non mancano mai. Quegli istanti ci hanno fatto ritrovare in strada, per darci coraggio, ci hanno fatto guardare negli occhi. Eravamo tutti ugualmente fragili, ugualmente parte dello stesso Uno. 
Dovremmo vivere ogni giorno in quel clima di solidarietà e di affetto. Dovremmo ricordarci più spesso delle persone a cui vogliamo bene, di essere gentili, di essere felici. Dovremmo essere Umani sempre, senza aspettare che la terra tremi e con essa, anche noi.





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